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Città di Sora

Giorno del Ricordo: lo scrittore Davide Conti ospite del Comune di Sora

giornodelricordoL’Amministrazione Comunale di Sora si prepara a celebrare lunedì 10 febbraio 2014 il “Giorno del Ricordo”, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Istituito con Legge n. 92 del 30 marzo 2004, il Giorno del Ricordo vuole rammentare, in particolare alle future generazioni, i tragici avvenimenti che coinvolsero, dall’8 settembre del 1943 fino a tutto il 1946, ben 350mila italiani residenti in Istria, a Fiume e nella Dalmazia. Migliaia di persone furono costrette ad abbandonare la loro terra, incalzate dalle bande armate jugoslave e trovarono la morte nelle foibe e nei campi di concentramento titini, avendo, come unica colpa, quella di essere italiani.

Per fare memoria di questa dolorosa pagina della Storia, il Sindaco Ernesto Tersigni e l’Assessore alle Politiche Culturali hanno organizzato l’incontro con lo scrittore Davide Conti che presenterà il suo volume “L’occupazione italiana dei Balcani”. L’evento si terrà lunedì 10 febbraio, alle ore 11.30, nella cornice della Sala Consiliare del Palazzo Comunale.

All’incontro con lo scrittore Conti sono stati invitati le autorità civili, militari e religiose e gli alunni delle classi terminali degli istituti superiori di secondo grado della città di Sora. Gli interventi dell’autore, presentati da Tonino Bernardelli, si altereranno alle esibizioni della violinista Simona Reale e della pianista Annarita Cerrone.

Il saggio di Davide Conti “L’occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della brava gente (1940-1943)” offre una ricostruzione storica molto dettagliata di quella che durante la Seconda Guerra mondiale, e ancor prima, fu l’invasione italiana dei Balcani, la conseguente opera di “snazionalizzazione” effettuata dal regio esercito e dalle milizie fasciste, la repressione nei confronti dei partigiani e della popolazione e il successivo atteggiamento di generale rimozione dei fatti accaduti e dei crimini commessi nella perpetua e autoassolutoria riproposizione del mito degli “italiani brava gente”. Gli italiani si distinsero, come sempre accade nelle guerre di conquista, per ferocia e sopraffazione. L’autore mira ad evidenziare le atrocità perpetrate contro la popolazione civile delle zone conquistate e contro i partigiani che operavano sul territorio. I dati e le citazioni che spesso l’autore propone come inciso nel corpo del testo, la ricchezza di note e la presenza di accurati indici fanno di questo saggio un’opera interessante e completa, destinata a un pubblico di lettori esperti e appassionati di storia. Conti non si basa solo su studi già pubblicati, ma si avvale di documenti finora non conosciuti ed analizzati, conservati soprattutto nell’Archivio centrale dello Stato e nell’Archivio storico del Ministero degli Affari Esteri.

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