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Città di Sora

Strage di Nassiriya: il Comune di Sora oggi ha reso omaggio ai caduti

DSCN6274La Città di Sora ha ricordato oggi i caduti di Nassiriya con una cerimonia raccolta e densa di emozione. La celebrazione si è svolta dalle ore 12.00, in Via Ludovico Camangi, dinanzi al Monumento dedicato alle vittime dell’attentato terroristico, avvenuto in Iraq il 12 novembre 2003. È stato il Parlamento Italiano ad istituire all’unanimità la “Giornata della Memoria per i caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la  pace”, da osservare il 12 novembre, giorno della strage di Nassiriya.

All’evento sono intervenuti numerose autorità civili, militari e religiose, le associazioni combattentistiche e d’arma, gli esponenti dell’Amministrazione Comunale di Sora e gli allievi di alcune scuole cittadine.

Mons. Bruno Antonellis ha aperto la commemorazione con la benedizione del monumento. Dopo la deposizione della corona al Monumento ai caduti hanno preso la parola alcuni studenti dell’IPSIA “Nicolucci” che hanno ripercorso i tragici istanti della strage. Presenti anche gli allievi dell’ITAS.

A chiudere gli interventi il Sindaco Ernesto Tersigni che ha voluto leggere i nomi di tutti i 19 caduti nella strage di Nassiriya per onorarne la memoria.

Il 12 novembre 2003 a seguito di un attentato kamikaze morirono 19 italiani, militari e civili, e 4 iracheni – ha detto il Sindaco Ernesto Tersigni – Mi associo alle parole che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pronunciò in occasione del decimo anniversario della strage di Nassiriya, esaltando l’impegno di quanti quotidianamente lavorano per sostenere le legittime rivendicazioni di tanti popoli ed il loro diritto ad un’esistenza libera da qualunque forma di oppressione. Il pensiero va anche al Maresciallo Capo Luca Polsinelli, il giovane alpino sorano vittima in Afghanistan nel 2006, di un vile attentato terroristico. I Carabinieri ed i Militari caduti a Nassiriya erano soldati di pace così come il nostro caro Luca. Essi non hanno portato violenza al popolo irakeno, ma soccorsi umanitari, ordine pubblico e speranza civile. La loro memoria sia la nostra forza, nel segno della pace e della difesa della legalità”.

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